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massaggio500Addio gonfiori con il massaggio linfodrenante

Da sempre viene riconosciuto al massaggio un ruolo importante nella purificazione e nel mantenimento della salute del corpo. Si tratta di una vera e propria pratica di benessere che si perde nella notte dei tempi. Il massaggio induce infatti a uno stato di profonda distensione, ma i suoi benefici vanno ben oltre. Dal punto di vista fisico migliora la capacità respiratoria, riattiva la circolazione, rilassa la muscolatura, riequilibra i livelli ormonali; mentre da un punto di vista psicologico permette di sperimentare l’accoglienza, la distensione e il rilassamento con un aumento del livello di autostima. Massaggiando si toccano tutti gli organi cutanei, sottocutanei e muscolari. Questi, attraverso canali energetici e corrispondenze specifiche, promuovono e migliorano le funzioni degli organi più profondi e aiutano a mantenere l’equilibrio di tutti gli elementi costitutivi dell’organismo. Questo mese vi voglio parlare in particolare del massaggio linfodrenante e dei benefici di questo trattamento anche per rimodellare il nostro corpo.
Il linfodrenaggio è quell’insieme di tecniche manuali che consentono il drenaggio, ossia la movimentazione della linfa, all’interno dei vasi linfatici. La linfa, ha un aspetto acquoso, con un leggero colore giallastro e contiene acqua, proteine, grassi, resti di cellule morte e cellule.

Come Funziona 

Le cellule dei tessuti sono immerse nel liquido interstiziale e perilinfa. Il sangue arterioso, massaggio-gambegiungendo nei capillari, lascia passare attraverso le pareti dei vasi gli elementi nutritivi, che finendo nel liquido interstiziale, alimentano le cellule dei tessuti. Quest’ultime riversano i residui nella perilinfa, che può contenere anche batteri, cellule morte e altre sostanze di scarto. In parte questo liquido viene riassorbito, con equilibrio dinamico, dai capillari venosi alimentando il flusso sanguigno relativo; il sistema linfatico serve quindi come via di eliminazione aggiuntiva, soprattutto per quegli elementi che non possono essere eliminati per via sanguigna. I linfonodi costituiscono veri e propri filtri lungo il percorso dei vasi linfatici, esercitando una funzione fondamentale immuno-difensiva come sede di produzione dei linfociti. Dopo essere passata attraverso i tronchi linfatici, la linfa si riversa nel sistema venoso ai due lati della base del collo.

La causa dei gonfiori

Gli edemi, o gonfiori, sono dovuti a un accumulo abnorme di liquido interstiziale, la cui causa può essere di varia natura; il linfodrenaggio può essere di valido aiuto sia per la riduzione dell’edema, sia per la risoluzione delle conseguenze che l’edema stesso può provocare. Pertanto questa tecnica non è solo utile per scopi estetici, ma costituisce una terapia naturale, alternativa, per la soluzione di alcune patologie.
Effetti del linfodrenaggio manuale
  • Effetto vegetativo: è importante che la tecnica venga eseguita con ritmo lento e monotono per provocare anche un rilassamento dei muscoli agendo sul sistema nervoso, in particolare sul parasimpatico.
  • Effetto sulla conduzione algica: se la tecnica del linfodrenaggio manuale viene esercitata correttamente, ossia con leggere pressioni continuamente variate, si eccitano cellule inibitrici che minimizzano, o addirittura estinguono, ogni sensazione dolorosa.
  • Effetto immunologico: vengono trattati tutti i linfonodi che si possono sentire con le dita. Questi come già detto, fanno parte del sistema immunitario, ossia il sistema che difende il nostro corpo da stimoli infettanti.
  • Effetto sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni linfatici: il linfodrenaggio manuale agisce come tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni.
  • Effetto drenante: ha un effetto rilevante sul drenaggio. Grazie a questa tecnica, infatti, si sottrae quota fluida dal tessuto connettivo lasso.

Indicazione

In campo della riabilitazione, dopo aver ricevuto conferma da parte dello specialista, si può applicare con successo per:
  • disturbi articolari, disturbi extra-articolari, sclerodermia, apoplessia, cefalee ed emicranie, encefalopatie linfostatiche, nevralgie del trigemino, edemi in gravidanza, edemi della sindrome premestruale, edemi post-operatori, post-traumatici, stitichezza

Controindicazioni

Esistono casi in cui deve essere evitato il linfodrenaggio, sia perché inefficace, sia perché può essere dannoso. I casi da evitare sono:
  • infezioni acute, insufficienza cardiaca, flebite o trombosi, gravi problemi renali o al fegato, asma o bronchiti acute, disturbi del basso ventre, ipotensione

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