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La magnetoterapia è una terapia che si avvale dei campi magnetici ottenuti dai magneti nella cura di svariate patologie, su cui ci sofferemo in seguito, per il mantenimento del benesssere fisico. Ma non è solo in tempi moderni che si fa il nome di forza magnetica, di cui si comincia a sentir parlare già dal Settecento; tale Franz Mesmer sostenne che un fluido energetico simile a quello magnetico di una calamita sarebbe stato in grado di mettere in equilibrio l’organismo malato. Con l’avanzare del tempo, Mesmer fu del parere cdi ripristinare l’equlibrio di tale fluido e dunque di poter curare le malattie per mezzo dei magneti; ma se dapprima venne visto come una sorta di celebrità, con gli anni i suoi trattamenti scomparvero dalla letteratura medica poichè giudicati privi di prove mediche. In realtà gli effetti positivi dei magneti erano già conosciuti all’epoca degli Egizi quando si raccontava che la regina Cleopatra avesse l’abitudine di portare al collo un piccolo magnete capace di serbare la sua giovinezza. Adesso la magnetoterapia gode di largo seguito soprattutto in Oriente, in Giappone, e nell’Europa dell’Est mentre nei Paesi occidentali non ha ampio riscontro in quanto non se ne identificano basi scientifiche.In realtà, benchè non sia stata definitivamente provata dal punto di vista scientifico, l’efficacia della magnetoterapia è stata pensata per curare patologie connesse alle ossa e ai muscoli oppure per perfezionare il miglioramento delle fratture. La magnetoterapia sembra pertanto giovare in caso di dolori a collo e schiena, artrite, distorsioni, infiammazioni delle articolazioni e nell’eventualità di problemi alla circolazione e così via. Sono specifici strumenti a permettere l’applicazione di campi magnetici (a bassa frequenza) su alcune parti del corpo e a determinare la durata di ciascuna seduta. Apparecchi più adoperati sono cinturini magnetici (da sistemare su polsi, gomiti, ginocchia), letti e apparecchiature cilindriche. Ricordiamo, inoltre, che la magnetoterapia è altresì conosciuta come terapia magnetica o terapia biomagnetica. Nelle pagine seguenti vedremo ad ogni modo quelli che sono i benefici e le malattie che vengono combattute tramite tale terapia.

VANTAGGI

La magnetoterapia fa uso di campi magnetici a bassa intensità che agendo sulle cellule del corpo dell’uomo sono in grado di ripristinare le funzioni biologiche: solitamente essa usufruisce di magneti per così dire statici che non risultano provvisti di un forte campo magnetico. Non esistono schiaccianti prove scientifiche sulla validità di tali teorie, ma a parere dei terapeuti gli atomi di ferro presenti nei globuli rossi possono reagire al magnetismo e il flusso del sangue di un individuo può essere accresciuto da un magnete sul suo corpo così da incoraggiare il metabolismo e garantire maggiore ossigeno alle cellule. Recenti studi hanno portato alla luce che stimolare il cervello attraverso tale tecnica può dimostrarsi efficace nella cura delle malattie depressive e che i campi elettromagnetici hanno un peso nella terapia contro l’osteoporosi; ecco il motivo per il quale vengono utilizzati a livello mondiale i campi elettromagnetici per osteggiare fratture alle ossa. I campi magnetici infatti interagendo con le cellule consentono di riacquistare una condizione di equilibrio, stimolando gli ioni Calcio a ‘migrare’ all’interno dei tessuto delle ossa così da rinforzare la massa ossea e rimediare alle fratture. A chi si mostrasse interessato a questo tipo di rimedio ricordiamo che il mercato dispone di prodotti a seconda del trattamento di cui avete bisogno che vi saranno forniti dal vostro terapeuta (si passa dai plantari alle cinture magnetiche). Tali apparecchiature elettriche consentono l’emissione di campi elettrici che, oscillando con diverse frequenze, curano parti specifiche del corpo.

SCOPI TERAPEUTICI

In relazione alla sorgente del campo magnetico si individuano tre forme di magnetoterapia: statica, a bassa frequenza e ad alta frequenza. Se la prima è la forma più semplice di magnetoterapia, quella a bassa frequenza si basa su campi con frequenze fino ai duecento Hz, mentre quella ad alta frequenza su frequenze più elevate che raggiungono i novecento Hz. Nell’ipotesi di magnetoterapia statica il trattamento viene eseguito con magneti a densità poco elevata, con contatti che però non superano più di sessanta minuti per disfunzioni generalizzate. La magnetoterapia si rivela un efficace trattamento per diversi scopi terapeutici, tra quelli maggiormente indicati citiamo le malattie reumatiche e articolari quali tendiniti o artrosi, lombalgie, problemi alla cervicale, disturbi di tipo infiammatorio o neuriti. Prende parte alla riparazione dei tessuti e dà stimolo alla difesa naturale dell’organismo umano. L’obiettivo della magnetoterapia è quello di sconfiggere o per lo meno di alleviare tutti quei problemi legati alla circolazione linfatica e del sangue, ma anche allo stress e al metabolismo cellulare; i costi sono pressochè contenuti con poche controindicazioni se non in casi particolari verso i quali bisogna apporre la dovuta attenzione (gravidanze, disturbi al cuore ed epilessia). L’effetto terapeutico sarà visibile su buona parte del corpo del paziente che riscontrerà miglioramenti sulla salute fisica ed emotiva; mediante l’applicazione del magnete sulle parti interessate, l’organismo verrà rafforzato e saranno favoriti il riposo, il sonno e il rendimento fisico a scapito dello stress.

LA MAGNETOTERAPIA ED IL DOLORE

Tale efficacia non si deve ad una causa unica, ma alla somma di diversi effetti biologici prodotti dalla magnetoterapia nei tessuti del corpo umano, soprattutto in presenza di processi infiammatori.Il rilassamento della muscolatura, ottenuto con la magnetoterapia, contribuisce a sua volta a migliorare la microcircolazione, le fibre lisce si rilassano e si produce un effetto di vasodilatazione, il rilascio di endorfine contribuisce ad elevare la soglia del dolore, ed una leggera iperemia ed un maggiore irrigazione sanguigna producono l’effetto antiinfiammatorio; anche la normalizzazione del potenziale elettrico della membrana cellulare contribuisce all’azione della magnetoterapia contro il dolore. La magnetoterapia, con le sue molteplici applicazioni ad alta e bassa frequenza e con diverse intensità del campo magnetico, esige che ci adattiamo alla macchina che usiamo per il trattamento, dipendendo dalle sue caratteristiche. Consigliamo di prestare molta attenzione alle istruzioni riportate nel manuale d’uso che accompagna la macchina.

EFFICACIA DELLA MAGNETOTERAPIA CONTRO L’OSTEOPOROSI

Si, a tal punto che basta domandare a qualsiasi fisioterapista che lavori in un centro pubblico o privato per avere esempi degli ottimi risultati ottenuti, misurati comparando i valori delle densitometrie ossee realizzate prima e dopo il trattamento. Ricordiamo che l’osteoporosi di cui soffrivano gli astronauti che passavano lunghi periodi nello spazio, migliorava quando ritornavano sulla Terra; parte dei progressi nella ricerca sull’uso della magnetoterapia sono stati finanziati dalla NASA per sviluppare dei trattamenti per i membri dell’equipaggio delle navi spaziali.

GLI EFFETTI PIÙ IMPORTANTI DELLA MAGNETOTERAPIA

La magnetoterapia possiede un ampio insieme di effetti sul corpo umano, passiamo a descriverne i più importanti:

-Effetto rilassante sulla muscolatura liscia e striata. Agisce sulle contratture muscolari, rilassando la fibra, ed allo stesso tempo decomprime le articolazioni su cui agiscono i muscoli interessati, liberandole da una eccessiva pressione. Molto efficace in patologie come versamenti o ernia del disco.

-Effetto analgesico, risultato di diversi fattori: il rilassamento del tessuto muscolare decomprime i tessuti adiacenti, la soglia del dolore si alza, la circolazione migliora avendo diminuito la pressione sulle arteriole e le venule e tutto ciò contribuisce a frenare il processo infiammatorio.

-Osteogenesi. Le analisi con densitometria ossea dimostrano l’effetto stimolante sul trofismo che la magnetoterapia produce nel tessuto osseo. È ampiamente dimostrato che i campi magnetici favoriscono la fissazione del calcio nelle ossa, con le relative molteplici applicazioni in fisioterapia, per differenti patologie.

LE CONTROINDICAZIONI

La magnetoterapia è in assoluto una delle terapie fisiche con il minor numero di controindicazioni.

Un rischio specifico è presente per i portatori di pacemaker: una macchina che produce impulsi magnetici intensi compromette e può danneggiare il funzionamento di un pacemaker, perciò è assolutamente vietato utilizzare la magnetoterapia in questa specifica situazione. Nel caso di una patologia tumorale, la magnetoterapia è controindicata poiché accelera i processi trofici. In presenza di tale patologia è proibita qualsiasi applicazione dell’elettroterapia. Durante la gravidanza, anche se finora non è stato realizzato nessuno studio in materia (com’è facilmente comprensibile), è necessaria molta attenzione, per cui è conveniente escludere l’uso della magnetoterapia. Come misura di sicurezza, e tenendo presente che ogni macchina ha le sue specifiche caratteristiche in quanto a potenza e frequenza, conviene attenersi a quanto riportato nel manuale d’istruzioni di ogni singolo apparato, prestando attenzione alle sue specifiche controindicazioni, per evitare rischi inutili.



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